Quando Alfa Romeo faceva cucine e Fiat costruiva frigoriferi: le auto “divagazioni” dei grandi costruttori.

Quando Alfa Romeo faceva cucine e Fiat costruiva frigoriferi: le auto “divagazioni” dei grandi costruttori.

Oggi può sembrare quasi incredibile immaginare una Alfa Romeo alle prese con cucine domestiche o una Fiat impegnata a costruire frigoriferi. Eppure, per alcuni anni, queste attività rappresentarono una pagina autentica della storia industriale dei due grandi marchi italiani.

Non si trattava di semplici esperimenti commerciali, ma di una conseguenza di un periodo storico particolare: quello dell’Italia uscita dalla Seconda guerra mondiale, con fabbriche danneggiate, materie prime difficili da reperire e un mercato automobilistico ancora lontanissimo dal boom della motorizzazione di massa.

In quel contesto, le competenze tecniche e produttive delle grandi aziende automobilistiche potevano essere messe al servizio di prodotti completamente diversi dalle automobili.

Alfa Romeo e le Cucine Economiche del Portello

Tra il 1945 e il 1946, nello storico stabilimento Alfa Romeo del Portello, a Milano, la Casa del Biscione si trovò davanti alla necessità di riconvertire parte della propria attività.

Le automobili, nell’Italia del dopoguerra, erano ancora un bene riservato a pochissimi. Le materie prime scarseggiavano e gli stabilimenti dovevano trovare nuove opportunità per mantenere attiva la produzione e salvaguardare l’occupazione.

Nacquero così le Cucine Economiche Alfa Romeo, presentate nel 1945.

La particolarità di queste cucine era proprio il fatto che a progettarle e realizzarle erano le stesse competenze interne della Casa automobilistica. Robuste, imponenti e curate nei dettagli, venivano prodotte all’interno del Portello utilizzando anche le lamiere disponibili nello stabilimento.

Gas o elettricità alimentavano questi apparecchi domestici, che venivano poi verniciati con una cura artigianale non troppo diversa da quella riservata alle carrozzerie delle automobili.

Era, in qualche modo, la tecnologia automobilistica che entrava nelle case degli italiani.

L’esperienza, però, ebbe vita breve. Le Cucine Economiche Alfa Romeo uscirono di scena già nel 1948, lasciando dietro di sé una delle pagine più curiose e meno conosciute della storia del marchio milanese.

Fiat e il “freddo” del Lingotto

La storia Fiat nel settore degli elettrodomestici fu invece più lunga e articolata.

La Casa torinese aveva iniziato a muoversi nel settore della refrigerazione già nel 1939, sviluppando successivamente, nel dopoguerra, una vera e propria attività legata alla produzione e commercializzazione dei frigoriferi.

In questo caso entrò in gioco anche la collaborazione con il colosso americano Westinghouse, attraverso una licenza che consentì a Fiat di sviluppare il proprio prodotto.

Il Frigorifero Fiat divenne così uno degli oggetti simbolo di quella fase della ricostruzione italiana nella quale gli elettrodomestici cominciavano a trasformare la vita quotidiana delle famiglie.

La produzione avveniva nello storico stabilimento del Lingotto, lo stesso luogo che rappresentava uno dei simboli dell’industria automobilistica italiana.

Il frigorifero Fiat venne proposto in particolare nei formati da 120 e 175 litri e conquistò una certa notorietà anche grazie alla robustezza del suo compressore sigillato.

Le campagne pubblicitarie contribuirono a costruire l’immagine del prodotto, associando il nome Fiat non soltanto all’automobile ma anche alla modernizzazione della casa italiana.

La produzione terminò definitivamente nel maggio 1965, dopo oltre due decenni nei quali il marchio torinese aveva accompagnato anche la trasformazione degli ambienti domestici.

Quando l’automobile incontrò la casa

Il rapporto tra industria automobilistica ed elettrodomestici, però, non fu una peculiarità italiana.

Negli Stati Uniti il fenomeno assunse dimensioni ancora più importanti, arrivando in alcuni casi a vere e proprie operazioni societarie.

La General Motors, per esempio, possedette per circa sessant’anni, dal 1919 al 1979, il marchio Frigidaire. I frigoriferi del marchio riprendevano anche elementi stilistici tipici dell’automobile americana dell’epoca, dalle cromature alle tonalità pastello, creando una sorta di continuità estetica con Cadillac e Chevrolet.

Anche Ford entrò nel settore: nel 1961 acquisì Philco, azienda attiva nell’elettronica e negli elettrodomestici, dando vita a prodotti commercializzati anche con il marchio Ford-Philco.

E ancora più singolare fu la vicenda di Nash Motors, che nel 1937 si fuse con Kelvinator, unendo direttamente competenze automobilistiche e competenze nel settore degli elettrodomestici.

Dalle automobili alle pentole, dai motori al frigorifero

Queste storie raccontano un’epoca nella quale i confini tra i diversi settori dell’industria erano molto meno rigidi di quanto possiamo immaginare oggi.

La stessa capacità di lavorare la lamiera, progettare meccanismi, gestire processi produttivi complessi e costruire prodotti affidabili poteva essere trasferita dalla carrozzeria di un’automobile alla cucina di una casa o al frigorifero di una famiglia.

Per Alfa Romeo e Fiat, quelle esperienze furono soprattutto figlie di un momento storico particolare, nel quale l’industria italiana doveva reinventarsi e contribuire alla ricostruzione del Paese.

Oggi, osservando una vecchia Cucina Economica Alfa Romeo o un Frigorifero Fiat, si può quindi leggere qualcosa di più di una semplice curiosità.

Sono oggetti che raccontano il dopoguerra, la riconversione industriale, il nascente benessere e quella straordinaria capacità dell’industria italiana di mettere il proprio sapere tecnico al servizio di mondi apparentemente lontani dall’automobile.

Perché la storia dei grandi marchi automobilistici non è fatta soltanto di motori, corse e carrozzerie. A volte passa anche dalla cucina di casa. O, curiosamente, dal frigorifero.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

Lascia un commento