Porsche 911 Targa: 60 anni di libertà a cielo aperto.
Sessant’anni e non sentirli. La Porsche 911 Targa celebra un anniversario che profuma di storia e di intuizione geniale: nel 1965, al Salone di Francoforte, il pubblico la vide per la prima volta e da allora il suo nome è diventato sinonimo di una filosofia di guida unica, a metà strada tra coupé e cabriolet.
Quando negli Stati Uniti iniziarono a farsi strada normative più severe sulle vetture scoperte, a Zuffenhausen non si arresero.
Al contrario, trasformarono un ostacolo in un’opportunità: nacque così l’idea di un’auto aperta, sicura, con il celebre roll-bar fisso che presto sarebbe diventato il marchio di fabbrica della Targa.
Il nome? Un omaggio alla mitica Targa Florio, teatro di memorabili vittorie Porsche e simbolo di un legame indissolubile con il mondo delle corse.
La prima 911 Targa aveva un tetto rimovibile sopra i sedili anteriori e un lunotto in plastica flessibile, sostituito nel 1969 da un vetro panoramico che definiva meglio la linea.
Con la generazione 993, nel 1995, arrivò il tetto in cristallo scorrevole che portava la Targa più vicina alla coupé. Poi, nel 2014, la 911 “991” riportò in auge la formula classica: roll-bar fisso, lunotto in vetro, ma con la praticità del tetto apribile elettricamente.
Una sintesi tra tradizione e modernità che ancora oggi fa battere il cuore agli appassionati.
Il concetto Targa non rimase confinato alla 911. Porsche lo applicò anche alla piccola 914 e alla spettacolare Carrera GT, e persino altri marchi hanno provato a reinterpretarne lo spirito.
Ma nessuno ha saputo raccontare quella sensazione di libertà e sicurezza come la Targa: un’auto che ha insegnato al mondo che la scoperta poteva essere un’arte.
Sessant’anni dopo, ogni volta che si apre il suo tetto, è ancora una lezione di stile.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

