Michelotto Engineering: cinquant’anni di vittorie, passione e ingegno veneto.

Michelotto Engineering: cinquant’anni di vittorie, passione e ingegno veneto.

Era il 1976 quando la Lancia Strato’s, impugnata con talento da Tony Fassina e raffinata nella sua anima meccanica da Giuliano Michelotto, strappava il primo titolo tricolore rally per la Michelotto Engineering. Oggi, cinquant’anni dopo quell’impresa, Padova ha reso omaggio a una delle più brillanti eccellenze italiane nel mondo del motorsport.

La sede storica di via Chiesanuova si è trasformata in un luogo di memoria e celebrazione, con i due protagonisti di quella stagione leggendaria – Fassina e Michelotto – accolti dall’abbraccio della comunità, delle istituzioni e del presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Non solo una festa, ma un riconoscimento a un cammino che ha attraversato generazioni e cambi di epoca senza mai smettere di innovare, vincere e stupire.

Fondata nel 1969, diventata officina Ferrari ufficiale nel 1973, la Michelotto Engineering ha costruito il proprio mito partendo dal basso, passo dopo passo, vittoria dopo vittoria. Già nel 1971 si segnalava nel Campionato Italiano Turismo Gr.1 Classe 850, ma è con i rally e con l’ingresso nell’arena nazionale che la storia ha preso velocità. Il titolo del 1976 fu il primo di cinque campionati italiani assoluti, a cui si aggiunsero oltre trenta vittorie assolute: un’epopea.

In quell’officina padovana si sono affinate alcune tra le più leggendarie creature da corsa, tra cui le Ferrari 308 Gr.4 che dominarono le scene rallistiche con trenta successi assoluti, comprese due Targa Florio, due Tour de France, un titolo italiano e un campionato spagnolo.

Da lì, il sodalizio con la Ferrari si fece sempre più stretto, tanto che la GTO Evoluzione, pur mai scesa in gara per i cambi regolamentari, fu la base concettuale e tecnica per la futura F40, icona stradale del Cavallino.

Nel 1992 arrivò anche la consacrazione tra i prototipi con la Osella Pa16, campione d’Italia.

Ma fu nel 1997 che la Ferrari, riconoscendone la competenza assoluta, affidò alla Michelotto la gestione completa della F333 SP: un laboratorio su ruote che raccolse trentacinque vittorie internazionali, tra cui la 24 Ore di Daytona, due edizioni della 12 Ore di Sebring, una Petit Le Mans e quattro campionati FIA consecutivi nella categoria Sport. Il mondo intero, ormai, sapeva cos’era capace di fare una vettura nata a Padova.

“Il mio sogno oggi – ha detto Giuliano Michelotto – è che l’azienda continui a mietere successi non più grazie a me, ma agli uomini che dovranno portarla avanti nel tempo.” Un passaggio di testimone carico di emozione, ma anche di consapevolezza. Perché i numeri parlano chiaro: solo nel nuovo millennio, le vetture uscite dall’atelier padovano hanno raccolto 1.300 vittorie e 178 titoli mondiali Costruttori FIA.

E mentre il presente si scrive con l’ambizioso impegno nella massima espressione dell’endurance – il Mondiale WEC 2024 con l’Isotta Fraschini Tipo 6 LMH – la Michelotto Engineering continua a incarnare lo spirito più puro del motorismo italiano: una miscela di artigianato, innovazione e amore per le corse.

Cinquant’anni dopo, quella Stratos continua a ruggire nei ricordi. E il futuro, come allora, ha ancora il suono pieno di un motore pronto a vincere.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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