Alfa Romeo fa tripletta alla 1000 Miglia 2025. E lungo la corsa, il cuore batte ancora per la storia.

Alfa Romeo fa tripletta alla 1000 Miglia 2025. E lungo la corsa, il cuore batte ancora per la storia.

Nel pomeriggio bresciano del 21 giugno, tra gli applausi di un pubblico fedele e appassionato, il cielo sopra i giardini del Rebuffone ha incoronato ancora una volta una regina senza tempo: l’Alfa Romeo 6C 1750 Super Sport del 1929 del team Villa Trasqua.

Guidata dall’affiatato duo Vesco-Salvinelli, la vettura ha tagliato per prima il traguardo della 43ª rievocazione della 1000 Miglia, scrivendo un’altra pagina gloriosa nella leggenda del Biscione.

Ma questa non è stata solo una vittoria. È stata una tripletta d’epoca che ha celebrato la supremazia tecnica e storica del marchio milanese: al secondo posto si è piazzata un’altra icona del passato, l’Alfa Romeo 6C 1500 SS, con a bordo gli argentini Erejomovich e Llanos.

A chiudere il podio, l’elegantissima 6C 1750 GS Spider Zagato del team Tonconogy-Ruffini. Tre Alfa, tre storie, un solo grande amore: quello tra l’Alfa Romeo e la Freccia Rossa.

In questa edizione, la corsa non ha soltanto rievocato il passato, ma lo ha abbracciato lungo ogni curva, grazie alla partecipazione speciale di tre rarità d’epoca selezionate da Stellantis Heritage.

La più ammirata? Senza dubbio l’Alfa Romeo 1900 Super Sprint del 1956, in arrivo dal Museo Storico di Arese e affidata al team Luna Rossa, capace di far battere il cuore agli appassionati come ai gentleman driver degli anni ’50. Accanto a lei, la Fiat 600 del 1955, festeggiata come simbolo del boom italiano e delle mille storie di provincia che ha saputo raccontare.

E infine, la Maserati A6 GCS/53, autentico gioiello su ruote, forse la Maserati con più 1000 Miglia sulle spalle, che ha incantato tutti con la sua linea senza tempo.

La carovana è partita il 17 giugno, lasciando Brescia alla volta del Lago di Garda, poi giù fino a Ferrara e San Lazzaro di Savena. Il secondo giorno ha offerto scenari mozzafiato sui passi della Raticosa e della Futa, prima dell’arrivo romantico nella capitale. Il terzo giorno è stato un crescendo d’emozione tra Orvieto, Arezzo, San Marino e Cervia-Milano Marittima.

E il venerdì, su e giù tra Livorno, Passo della Cisa e Parma. Infine, il sabato del ritorno: tra Cremona e la Bassa, l’arrivo a Brescia ha chiuso un cerchio lungo quasi duemila chilometri, dove ogni spettatore si è sentito parte del viaggio.

E mentre il “museo viaggiante” scriveva la sua storia tra selciati e curve dolci, le vetture del presente correvano in parallelo come Support Car, mantenendo vivo quel filo rosso – anzi rosso corsa – che lega i modelli di ieri a quelli di oggi. Le nuove Alfa Romeo Junior, Tonale, Giulia Quadrifoglio Super Sport (dedicata proprio alla prima vittoria alla 1000 Miglia) e la Nuova 33 Stradale hanno sfilato accanto alla Fiat 600 Hybrid e all’esuberante Abarth 600e, moderne eredi dello spirito popolare e sportivo del Gruppo.

Anche Maserati ha detto la sua con la GranCabrio 490, la GranTurismo Trofeo e il SUV Grecale Trofeo, tutte con livree ispirate ai fasti delle competizioni d’altri tempi. E a bordo delle Fiat 600 Hybrid e delle Junior Q4, quattro dipendenti Stellantis di diverse nazionalità hanno vissuto l’esperienza della Freccia Rossa in prima persona, raccontandola con lo sguardo vivo di chi sa che ogni curva della 1000 Miglia è una lezione di bellezza, passione e memoria.

Perché in fondo, la vera vittoria non sta solo sul podio, ma negli occhi lucidi di chi ha riconosciuto il profilo di un sogno tra la folla.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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