Il Museo Storico della Guardia di Finanza entra nella rete ASI Musei. Oltre 300 collezioni raccontano la storia della mobilità.

Il Museo Storico della Guardia di Finanza entra nella rete ASI Musei. Oltre 300 collezioni raccontano la storia della mobilità.

La storia dell’automobile non vive soltanto nei grandi musei dedicati ai marchi più celebri o nelle collezioni private. Esiste anche un patrimonio meno conosciuto, ma altrettanto prezioso, che racconta come i veicoli abbiano accompagnato l’evoluzione delle istituzioni e del Paese.

È in questa prospettiva che si inserisce l’ingresso del Museo Storico della Guardia di Finanza nella rete ASI Musei, il progetto dell’Automotoclub Storico Italiano dedicato alla valorizzazione delle collezioni legate alla storia della mobilità.

Con questa nuova adesione la piattaforma supera la quota di 300 musei e raccolte censite, confermandosi uno dei più importanti strumenti di catalogazione e promozione del patrimonio motoristico italiano. Attraverso una banca dati costantemente aggiornata, gli appassionati possono conoscere collezioni diffuse in tutta la penisola grazie a schede descrittive, immagini e materiali audiovisivi.

Fondato nel 1937 e trasferito nel 1960 nell’attuale sede di piazza Armellini, nel quartiere Nomentano di Roma, il Museo Storico della Guardia di Finanza ripercorre oltre due secoli e mezzo di storia delle Fiamme Gialle, dalle origini del Corpo nel 1774 fino alle attività contemporanee.

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso documenti, uniformi, cimeli e testimonianze che raccontano il contributo della Guardia di Finanza nei momenti più significativi della storia italiana: dal Risorgimento ai due conflitti mondiali, dalle campagne coloniali alla Resistenza e alla Guerra di Liberazione.

Per gli appassionati di motorismo storico, però, uno degli aspetti più interessanti è rappresentato dalla sezione dedicata ai veicoli di servizio.

Dal 2015 il museo ha infatti avviato una raccolta specifica dei mezzi storici utilizzati dalla Guardia di Finanza. Tutto è iniziato con il recupero di una Fiat 600, alla quale negli anni si sono aggiunti numerosi altri esemplari fino a costituire una collezione di oltre quaranta veicoli originali.

Queste automobili raccontano l’evoluzione del Servizio Motorizzazione del Corpo, istituito nel 1935, documentando come siano cambiati mezzi, tecnologie e modalità operative nel corso dei decenni. Non si tratta semplicemente di veicoli d’epoca, ma di autentici testimoni della storia italiana, capaci di raccontare il lavoro quotidiano delle Fiamme Gialle attraverso le automobili che ne hanno accompagnato le missioni.

Il museo custodisce inoltre un importante patrimonio documentale composto da circa seimila volumi specializzati, un archivio con oltre 53.000 fotografie, centinaia di cartoline storiche e più di 300 filmati digitalizzati, oltre al Sacrario dedicato ai Caduti della Guardia di Finanza.

L’ingresso nella rete ASI Musei rappresenta un ulteriore riconoscimento del valore culturale di questa collezione e contribuisce ad ampliare il panorama delle realtà che raccontano la storia della mobilità in Italia.

Un patrimonio che non parla soltanto di automobili, ma anche delle persone, delle istituzioni e del ruolo che i mezzi di trasporto hanno avuto nello sviluppo del nostro Paese.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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