Targhe storiche, il traguardo delle 4.000 unità: a Foggia il punto tra istituzioni, collezionismo e memoria su strada.
Ci sono oggetti che, più di altri, raccontano la storia dell’automobile senza bisogno di muoversi. Le targhe storiche appartengono a questa categoria: segni discreti, ma fondamentali, capaci di restituire identità e continuità al patrimonio circolante del passato.
Allo stabilimento di Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di Foggia, è stata prodotta la targa storica numero 4.000, un traguardo significativo per un’iniziativa avviata alla fine del 2023 e operativa dal febbraio 2024.
Un momento simbolico, celebrato alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, insieme agli Enti Certificatori e alle rappresentanze del mondo del collezionismo.
Un servizio unico, tra industria e artigianalità
La produzione delle targhe storiche si inserisce in un percorso che unisce tecnologia industriale e attenzione quasi artigianale.
In poco più di due anni sono state realizzate 4.000 unità, segno di un interesse crescente verso la tutela e la valorizzazione del patrimonio automobilistico storico.
Un risultato che conferma come il tema della conservazione non riguardi solo i veicoli, ma anche tutti quegli elementi che ne definiscono l’identità.
Il ruolo del collezionismo
Nel corso della visita, il Ministro ha sottolineato il valore dei collezionisti come custodi di un patrimonio che non appartiene soltanto al passato, ma che continua a vivere nel presente e a proiettarsi nel futuro.
Un mondo, quello delle auto storiche, che trova nella collaborazione tra istituzioni e appassionati uno dei suoi punti di forza più solidi.
ASI e il dialogo con le istituzioni
Significativa anche la presenza dell’Automotoclub Storico Italiano, rappresentato dai Vicepresidenti Ugo Gambardella e Agnese Di Matteo, insieme ai Consiglieri Federali Giuseppe Dell’Aversano e Leonardo Greco.
Un’occasione per ribadire il ruolo dell’ASI nel supporto alle politiche di tutela dei veicoli storici e nella collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Tra i temi affrontati, anche la prospettiva futura di estendere la certificazione ai ciclomotori, oggi esclusi dal processo.
Una filiera istituzionale che si consolida
Nel corso degli interventi è stato evidenziato il contributo congiunto delle diverse figure istituzionali coinvolte nel progetto, dal Ministero all’Istituto Poligrafico, fino alla Motorizzazione Civile, rappresentata da dirigenti e tecnici che hanno reso possibile l’evoluzione del servizio.
Un lavoro corale che ha trasformato un’idea normativa in un sistema operativo ormai a regime.
Le targhe come memoria attiva
Oltre il dato numerico, il significato più profondo di questa iniziativa resta legato alla funzione delle targhe storiche come elementi di memoria attiva.
Non semplici riproduzioni, ma strumenti che permettono ai veicoli storici di mantenere coerenza, dignità e continuità nella loro identità.
Un tassello in più nella costruzione di una cultura della conservazione sempre più strutturata.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

