Opel Kadett City: 50 anni di agilità urbana e spirito sportivo.

Opel Kadett City: 50 anni di agilità urbana e spirito sportivo.

Correva l’anno 1975 quando Opel decise di aggiungere un nuovo volto alla già variegata gamma della Kadett C, nata appena due anni prima. Quella nuova versione si chiamava City, e fin dal debutto dimostrò di avere le idee chiare: una berlina compatta, agile e versatile, perfetta per la città ma anche per le fughe fuori porta, con uno stile fresco e dinamico.

Cinquant’anni dopo, la Kadett City conserva tutto il fascino di quella rivoluzione silenziosa che seppe coniugare estetica, funzionalità e accessibilità in un’unica, riuscita proposta.

La piccola di casa con il portellone grande

Lunga appena 3,90 metri, la Kadett City si distingueva nettamente dalle sorelle di gamma per l’ampio portellone posteriore che le conferiva un’aria da “piccolo shooting brake” ante litteram.

Un dettaglio che non era solo estetico: grazie alla coda inclinata e alla soluzione a molla a gas per l’apertura, caricare la vettura diventava semplice e veloce. Il piano di carico piatto e privo di sporgenze era una rarità per l’epoca, e l’abitacolo modulabile – con lo schienale posteriore abbattibile – garantiva una capacità di carico insospettabile per un’auto così compatta.

Questa versatilità fece breccia tanto nelle giovani famiglie quanto nei lavoratori pendolari, in cerca di un’auto piccola fuori ma generosa dentro.

Design giovane e soluzioni moderne

Nel panorama delle berline compatte di metà anni Settanta, la Kadett City portava una ventata di modernità. La carrozzeria dalle linee tese e pulite, la calandra piatta, il cofano con la caratteristica nervatura Opel e gli accessori sportivi introdotti negli anni seguenti – come i cerchi in lega ATS da 13″ e gli pneumatici da 185 mm – rafforzavano la sua immagine giovane e dinamica.

Ampie superfici vetrate assicuravano luminosità e visibilità, aumentando il comfort a bordo e la sicurezza nella guida. Era un’auto che si lasciava guardare, ma soprattutto guidare.

Motori per tutti i gusti (e tutti i giorni)

Sotto il cofano, la Kadett City montava motori quattro cilindri da 1.0 a 1.6 litri, con potenze comprese tra i 40 e i 75 CV. La versione più potente – con il motore S da 1.6 litri, introdotta nel 1977 – permetteva all’auto di raggiungere i 157 km/h e coprire lo 0-100 in 13 secondi, prestazioni più che rispettabili per una “city car” di quel periodo.

Interessante anche la disponibilità del cambio automatico, opzione non comune all’epoca nel segmento delle compatte.

La fine di un’era (e l’inizio di un’altra)

Nel 1979, la produzione della Opel Kadett C – e con essa della versione City – giunge al termine. È l’ultimo atto della trazione posteriore per la classe compatta del marchio tedesco. Al suo posto arriva la Kadett D, prima a trazione anteriore, che segna l’inizio di una nuova era, lasciando però in eredità quello spirito funzionale e concreto che aveva reso grande la City.

Un piccolo grande classico

Oggi, a cinquant’anni dalla nascita, la Opel Kadett City è a tutti gli effetti una youngtimer dal cuore grande, amata da collezionisti e appassionati per la sua sincerità progettuale, la linea intramontabile e l’accessibilità. Un’auto che ha saputo interpretare con intelligenza il suo tempo e che ancora oggi rappresenta con fierezza una stagione irripetibile dell’automobilismo europeo.

Testo di Renzo Raimondi; foto di Ufficio Stampa Opel, che ringrazio!

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

Lascia un commento