Motorismo storico, un patrimonio da 3,6 miliardi: l’ASI celebra 60 anni al Senato.

Motorismo storico, un patrimonio da 3,6 miliardi: l’ASI celebra 60 anni al Senato.

Oltre 21 milioni di italiani interessati al settore e 14,5 milioni di partecipanti agli eventi nell’ultimo anno. Il motorismo storico si conferma una risorsa culturale, turistica ed economica per il Paese.

Il motorismo storico non è soltanto una passione per automobili e motociclette d’epoca, ma un patrimonio culturale capace di generare valore economico, sostenere il turismo e custodire competenze industriali e artigianali che appartengono alla storia italiana. È il messaggio emerso dall’incontro “Motorismo storico, patrimonio vivo d’Italia”, organizzato al Senato della Repubblica per celebrare il sessantesimo anniversario dell’Automotoclub Storico Italiano (ASI).

L’iniziativa si è svolta nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, su iniziativa della senatrice Elena Murelli, presidente dell’Intergruppo parlamentare “Motorismo Storico”, alla presenza del presidente del Senato Ignazio La Russa, del vicepresidente Gian Marco Centinaio e del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.

Ad aprire i lavori, insieme alla senatrice Murelli, è stato Alberto Scuro, presidente dell’ASI e della FIVA, la Fédération Internationale des Véhicules Anciens.

Nel suo intervento ha richiamato l’importanza dei veicoli storici nella conservazione della memoria industriale italiana e nella valorizzazione di un patrimonio fatto di progettazione, tecnologia, capacità produttive e saper fare artigiano.

Un settore che coinvolge milioni di italiani

A delineare la dimensione culturale e sociale del fenomeno è stata la ricerca “Il Motorismo Storico nell’Italia che cambia: valori, percezione pubblica e impatto sui territori”, presentata da Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research.

I risultati restituiscono l’immagine di un settore ampiamente radicato nella società italiana: oltre 21 milioni di persone dichiarano interesse per il motorismo storico. Il 79,1% degli intervistati riconosce nei veicoli d’epoca una componente del patrimonio culturale nazionale, mentre il 60,7% auspica interventi pubblici a sostegno della loro conservazione.

Numeri che confermano come la tutela delle auto e delle moto storiche non riguardi esclusivamente i collezionisti e gli appassionati, ma intercetti una sensibilità più ampia, legata all’identità nazionale, alla storia della tecnica e alla trasmissione della memoria alle nuove generazioni.

Un valore economico di 3,6 miliardi di euro

Il dato più significativo riguarda l’impatto economico complessivo del comparto, stimato in 3,6 miliardi di euro. Una cifra che testimonia la capacità del motorismo storico di alimentare attività che vanno ben oltre il possesso e la manutenzione dei veicoli.

Restauro, ricambistica, conservazione, servizi specializzati, manifestazioni, ospitalità e promozione turistica concorrono a costruire una filiera nella quale convivono imprese, professionisti, artigiani e associazioni.

Un contributo importante arriva dagli eventi: nell’ultimo anno circa 14,5 milioni di italiani hanno partecipato o assistito a manifestazioni dedicate al settore, generando una spesa stimata in 1,4 miliardi di euro. Il potenziale di coinvolgimento futuro, secondo la ricerca, raggiunge i 25 milioni di persone.

Raduni, rievocazioni, concorsi di eleganza, gare di regolarità e grandi appuntamenti internazionali diventano così strumenti di promozione dei territori, capaci di portare visitatori anche in località meno conosciute, valorizzandone paesaggi, centri storici, tradizioni e produzioni tipiche.

Turismo e territori, una sinergia da sviluppare

Proprio il rapporto tra motorismo storico e turismo ha rappresentato uno dei temi centrali dell’incontro. La possibilità di costruire itinerari che uniscano la passione per i veicoli d’epoca alla scoperta del patrimonio artistico e culturale offre prospettive interessanti per numerose realtà locali.

In questa direzione si inserisce anche il protocollo tra ASI e Direzione generale per l’Ippica del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, finalizzato alla promozione di percorsi che mettano in relazione ippodromi, veicoli storici e patrimonio culturale.

Una formula che amplia le occasioni di fruizione turistica e favorisce la creazione di esperienze capaci di coniugare storia, paesaggio e tradizioni.

Pochi chilometri, grande valore culturale

La ricerca ha affrontato anche il tema dell’utilizzo dei veicoli storici e del loro impatto ambientale. La percorrenza media dichiarata è di circa 1.200 chilometri all’anno, mentre quasi il 40% dei proprietari percorre meno di 500 chilometri. Per il 71,5% degli intervistati, l’impatto ambientale legato alla circolazione di questi mezzi è minimo o irrilevante.

Dati che contribuiscono a inquadrare la specificità di un parco veicoli utilizzato prevalentemente in occasioni particolari, raduni e manifestazioni, con finalità che comprendono la conservazione e la valorizzazione culturale.

Conservare l’originalità per proteggere la storia

Accanto alla dimensione economica e turistica, l’incontro ha posto l’accento sulla tutela dell’autenticità dei mezzi e delle fonti documentali. Le targhe originali, gli archivi storici e la digitalizzazione dei documenti rappresentano strumenti essenziali per ricostruire l’identità di un veicolo e preservarne il valore storico.

In questo contesto è stato richiamato anche il patrimonio documentale della Carrozzeria Bertone, legato alla collezione di veicoli Bertone di proprietà dell’ASI: una testimonianza preziosa della creatività e dell’evoluzione del design automobilistico italiano.

Celebrare sessant’anni di attività significa dunque guardare al futuro partendo dalla consapevolezza del valore di ciò che è stato costruito. Il motorismo storico conserva automobili e motociclette, ma soprattutto custodisce storie di progettisti, piloti, carrozzieri, meccanici e imprese che hanno contribuito a rendere l’Italia protagonista della storia mondiale dell’automobile.

I numeri presentati al Senato dimostrano che questa eredità non appartiene soltanto al passato: è una risorsa viva, capace di generare economia, attrarre visitatori e rafforzare il legame tra comunità e territorio. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questo patrimonio in un’opportunità sempre più concreta di sviluppo culturale, turistico e produttivo per l’intero Paese.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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