La Leggenda compie trent’anni: il mito di Bassano corre ancora.
Trent’anni. Un arco di tempo che per la storia è un soffio, ma che per una manifestazione motoristica è già una conquista epica. Soprattutto quando si tratta di La Leggenda di Bassano – Trofeo Giannino Marzotto, evento che da tre decenni incrocia le meraviglie dell’automobilismo sportivo con lo splendore delle Dolomiti venete e trentine.
È tempo di festa, dunque. E come ogni compleanno speciale, anche questo ha il suo brindisi d’autore, celebrato nella cornice elegante di Ca’ Apollonio Heritage, dove è stata presentata l’edizione 2025.
Il Circolo Veneto Automoto d’Epoca (CVAE), con la consueta dedizione, ha curato ogni dettaglio: dal percorso alle sorprese, dalle presenze internazionali ai momenti di emozione collettiva.
Tutto è pronto per accogliere vecchi amici e nuovi appassionati dal 26 al 29 giugno.
Un cammino tra bellezza e memoria
Sarà Villa Caffo Navarrini a Rossano Veneto ad aprire i battenti con le verifiche tecniche, immersi nell’eleganza della palladiana, dove storia e meccanica si stringono la mano. Il sindaco Marco Zonta, al suo terzo anno di accoglienza, ha colto l’essenza di questo abbraccio tra il bello architettonico e l’arte del movimento: “L’automobile storica è un’opera funzionale, che attraversa il tempo come questi muri secolari”.
Ma è Bassano del Grappa, cuore pulsante della Leggenda, a offrire la serata forse più suggestiva: la cena di gala sul Ponte Vecchio, introdotta dalle voci del coro degli Alpini. È qui che la passione si fa racconto, dove il tempo si ferma tra luci calde, legno antico e note di tradizione.
A sottolineare il valore dell’evento è stato il vicesindaco Mariano Scotton, con parole che restituiscono il senso del lungo viaggio intrapreso dal presidente Stefano Chiminelli e dal suo staff: “Un vanto per la città, un volano per un turismo di alta qualità”.
Dal cielo alla roccia: una sinfonia di motori
Dal venerdì mattina, si comincia a fare sul serio. La prima tappa è a Nervesa della Battaglia, presso la Fondazione Jonathan Collection, l’unico museo italiano dove i velivoli storici volano ancora. Qui, lo SPAD di Francesco Baracca decollerà davanti agli occhi degli equipaggi, ricordando che anche il Cavallino Rampante deve qualcosa alla leggenda.
Poi via, tra Montello, Feltre, la storica Birreria Pedavena, Lamon, Fiera di Primiero, Siror e infine San Martino di Castrozza, dove il Rifugio Colverde ospiterà una cena in alta quota, illuminata da uno spettacolo pirotecnico sulla vallata. La montagna applaude al passaggio di quelle barchette che hanno scritto la storia delle corse.
Il sabato si snoda tra passi e laghi: Campolongo, Gardena, Sella. Il profumo dei larici e il rombo ovattato delle auto tra i tornanti fanno da colonna sonora a un giorno denso di curve e emozioni.
Tra Alleghe e Predazzo, tra Agordo e Arabba, ogni chilometro racconta un’epopea meccanica. Il pranzo gourmet è servito all’Alpenroyal Hotel, ma non c’è tempo per abbandonarsi troppo: le prove di regolarità attendono.
Domenica 29 si chiude il cerchio: ultime sfide a cronometro, colazione da campioni alla Birreria Cornale, e poi l’arrivo trionfale in Piazza Libertà a Bassano, accolti dalla Banda di Montegrappa. Il finale si consuma nel Chiostro del Museo Civico, tra premiazioni e brindisi, nel segno di quella passione che da trent’anni è carburante puro.
Una scuderia di meraviglie
A rendere ancora più magica la 30ª edizione ci saranno 100 regine del motorsport, selezionate tra le più affascinanti barchette sport-competizione di ogni epoca, provenienti da 15 paesi. E sarà Justin Maeers, al volante della GN Parker Special del 1921, con il numero 1 sulla fiancata, a dare il via. Un’auto con motore aeronautico da 6.2 litri: follia e genio da un’altra epoca.
Accanto a lui, i Bentley Boys, con sette prebelliche dallo spirito cavalleresco, due “Blower” in testa. E poi ancora la colossale Mercedes-Benz Sport 4 del 1929 di Moritz Dressel, una rarissima Ferrari 225 S vincitrice a Montecarlo, due Ferrari 121 LM e 250 TRI da sogno, e una piccola folla di OSCA F.lli Maserati, Alfa 8C Monza, Maserati A6GCS, BMW 328, tutte rigorosamente con pedigree internazionale.
Tra le protagoniste spiccano anche la Jaguar C-Type 3.8 del 1959 e la Ermini 1100 Sport del 1953, reduce da tre Mille Miglia di velocità. Ogni auto un museo viaggiante, ogni equipaggio un romanzo da scoprire.
Ospiti d’onore e cuori da corsa
A fare da apripista sarà Miki Biasion, leggenda del rally e bassanese doc, al volante di una Dallara Stradale, simbolo del legame tra la Leggenda e il costruttore emiliano. Il gran finale vedrà l’arrivo in parata di 35 Dallara provenienti da tutto il mondo, in un raduno che sa di futuro e radici. E poi ancora emozioni con René Arnoux, grande protagonista della Formula 1, e Tonino Tognana, a bordo di una Kimera 037 che fa tremare i nostalgici del Gruppo B.
Tra i VIP anche Laura Kukuk, raffinata esperta e giudice dei più esclusivi concorsi d’eleganza, oltre a una parata di autorità istituzionali, tra cui i presidenti di FIVA, ASI, ACI Vicenza e rappresentanti dei Ministeri del Turismo, Cultura, Infrastrutture e ANCI, grazie all’adesione all’ASI Circuito Tricolore.
Meccanica, cultura, territorio
Infine, il tributo agli sponsor che rendono possibile il sogno: il cronografo echo/neutra, i raffinati dettagli di Geminiano Cozzi, i lubrificanti Pakelo, l’ospitalità firmata Ca’Apollonio, e poi ancora Plano, Victorinox, Kent Brushes, Sparco, La Pria, Ceccato Automobili e molti altri.
La Leggenda di Bassano, dopo trent’anni, è molto più che una gara o un raduno: è un rito, un affresco itinerante, una dichiarazione d’amore per ciò che è stato e ciò che continua a correre. Sempre con il cuore acceso.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.



