Fontanella e Scarabelli conquistano la Coppa d’Oro delle Dolomiti 2026 con la Lancia Lambda Spider Casaro.
Il piacentino Gianmario Fontanella e Giovanni Scarabelli si impongono nella prestigiosa gara di regolarità tra le Dolomiti. Sul podio Francesco e Giuseppe Di Pietra e Mario Passanante con Riccardo Riboldi. L’Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport Spider Aprile di Corrado Lopresto trionfa nel Concorso d’Eleganza.
Le Dolomiti hanno ancora una volta fatto da scenario a una delle manifestazioni più affascinanti del panorama internazionale della regolarità.
La Coppa d’Oro delle Dolomiti 2026, terzo appuntamento del Campionato Italiano Grandi Eventi, ha regalato tre intense giornate di competizione tra i passi più spettacolari del Bellunese, confermandosi un perfetto connubio tra sport, eleganza e paesaggi patrimonio UNESCO.
A conquistare il successo assoluto sono stati Gianmario Fontanella e Giovanni Scarabelli, impeccabili al volante della maestosa Lancia Lambda Spider Casaro del 1927, protagonisti di una gara condotta con grande precisione e sangue freddo.
L’equipaggio ha chiuso con appena 370,84 penalità, gestendo magistralmente il vantaggio costruito prova dopo prova e resistendo fino all’ultimo agli attacchi dei campioni uscenti.
Un duello spettacolare fino all’ultima prova
La lotta per la vittoria ha visto protagonisti anche Francesco e Giuseppe Di Pietra, secondi assoluti sulla Fiat 508C, rallentati nella seconda tappa da un problema di carburazione causato dall’altitudine sui passi dolomitici.
Nonostante una straordinaria rimonta nella giornata conclusiva, i siciliani hanno chiuso a 92,84 penalità dai vincitori, consolidando comunque la leadership del campionato e conquistando il successo nella categoria RC2.
Terza posizione per Mario Passanante e Riccardo Riboldi, autori di una brillante rimonta dopo un avvio complicato nelle prove di media. Molto competitivi sui pressostati, hanno completato un podio di assoluto prestigio.
Ai piedi del podio hanno concluso Osvaldo e Andrea Peli sulla Fiat 508 C Coppa Oro del 1934, mentre la top five è stata completata dai coniugi Carlo Beccalossi e Marzia Marchioni con un’altra spettacolare Lancia Lambda Spider Casaro.
I vincitori delle categorie
Tra le categorie, la RC4 e la Power Stage Classic sono andate a Roberto Crugnola e Darren Morcombe sulla Lancia Fulvia HF 1.6 del 1971.
In RC3 hanno prevalso Celestino e Oreste Sangiovanni con la loro Porsche 356A, davanti ai sardi Alessandro Virdis e Silvia Giordo, anch’essi su Porsche 356A.
Grande soddisfazione anche per i giovani bellunesi Michele Vecchi e Federico Forzi, vincitori della categoria Under 30 con una raffinata Lancia Appia C10 S del 1951, confermando il crescente interesse delle nuove generazioni verso la regolarità storica.
Nella categoria Legend successo per Riccardo Roversi e Sara Miglioli su Mercedes-Benz SL 450 del 1978, mentre tra le dame hanno primeggiato Vania Parolaro e Ornella Pietropaolo su Porsche 993 4S.
Tra le moderne della Coppa d’Oro delle Dolomiti Tributo, riservata alle vetture costruite dal 2000 a oggi, vittoria per Gianantonio ed Edoardo Gasparini sulla spettacolare Ferrari 296 GTS.
L’Alfa Romeo 6C di Corrado Lopresto incanta il Concorso d’Eleganza
Come da tradizione, la manifestazione ha celebrato non solo la precisione di guida ma anche la bellezza delle automobili storiche.
Il Concorso d’Eleganza ha incoronato la splendida Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport Spider Aprile del 1931 dell’equipaggio formato da Corrado Lopresto ed Elena Maggiore, premiata dalla giuria come la vettura più affascinante dell’edizione 2026.
Alle sue spalle si sono classificate la BMW 328 Roadster del 1938 degli argentini Luis Angel De La Iglesia Zerbini e Silvia Susana, e la raffinata Lagonda Rapide Drophead Coupé del 1939 dei tedeschi Eberhard Thiesen e Svenja Radolf.
Prossimo appuntamento
Archiviata la Coppa d’Oro delle Dolomiti, il Campionato Italiano Grandi Eventi tornerà dal 18 al 20 settembre con il prestigioso Gran Premio Nuvolari, prima del gran finale stagionale rappresentato dalla Targa Florio Classica, in programma dal 15 al 18 ottobre.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.



