Ferrari 250 GT Tour de France: il gioiello di de Portago pronto a riscrivere la storia all’asta di Parigi.
Alla già impressionante lista delle vetture che RM Sotheby’s porterà all’asta a Parigi il prossimo 28 gennaio, si è aggiunto un autentico capolavoro del Cavallino Rampante. Un’auto che non è solo rara, ma fondativa, capace di incarnare un’epoca intera del motorsport Ferrari.
La stima supera i 13 milioni di euro, ma il valore storico e simbolico potrebbe spingere il martello verso cifre record.
Protagonista è una delle Ferrari più rare e significative di tutti i tempi: la 250 GT LWB Berlinetta Tour de France del 1956, carrozzata da Scaglietti, appartenuta al marchese Alfonso de Portago.
La nascita di un nome leggendario
Il nome “Tour de France” non è un vezzo commerciale, ma il risultato di una vittoria assoluta.
Nel 1956 de Portago, in coppia con Edmund Nelson, conquistò il Tour de France Automobile, una competizione durissima da 2.800 km che metteva alla prova vetture ed equipaggi su ogni terreno possibile.
Il programma prevedeva due cronoscalate, una gara di accelerazione e sei gare in circuito, su tracciati leggendari come Le Mans, Comminges, Reims e Montlhéry. De Portago e Nelson dominarono vincendo cinque delle sei gare in circuito, conquistando il primo posto assoluto.
Un risultato straordinario, ottenuto battendo la Mercedes-Benz 300 SL ufficiale di Stirling Moss e la Ferrari 250 Europa GT di Olivier Gendebien, futuro tre volte vincitore del Tour.
Fu una vittoria così netta e simbolica da legare per sempre quella versione della 250 GT al nome Tour de France.
Una Ferrari rarissima, già nella sua configurazione
Il telaio 0557 GT è la nona delle sole quattordici 250 GT della prima serie e la settima delle nove realizzate con la prima carrozzeria Scaglietti priva delle feritoie frontali sul cofano. Dettagli che per i conoscitori fanno la differenza tra una grande Ferrari e una Ferrari da enciclopedia.
Una carriera sportiva breve, ma intensa
Solo tre settimane dopo il successo al Tour de France, la berlinetta tornò a vincere con de Portago alla Coupes du Salon di Montlhéry, seguita da una vittoria di classe al Gran Premio di Roma e dalla vittoria assoluta alla Coupes USA nell’aprile del 1957.
Purtroppo, quella fu anche l’ultima apparizione agonistica dell’auto con il marchese.
Un mese dopo, durante la tragica Mille Miglia 1957, de Portago perse la vita nel terribile incidente che segnò per sempre la storia della corsa.
Il telaio 0557 GT tornò quindi a Maranello e venne successivamente venduto all’amico C. Keith Schellenberg, magnate delle spedizioni residente nel Regno Unito.
Una vita da collezione, lontana dai riflettori
Schellenberg conservò la Ferrari per oltre vent’anni, esponendola raramente al pubblico prima di metterla in vendita nel 1983.
Passò poi nelle mani di Peter Palumbo, per arrivare nel 1992 al collezionista Lorenzo Zambrano, figura di riferimento del collezionismo Ferrari.
Durante questo periodo la berlinetta fu sottoposta a un restauro completo presso Bob Smith Coachworks a Gainesville, in Texas, uno dei nomi più rispettati nel mondo Ferrari.
Dai concorsi all’élite mondiale
Nei dodici anni successivi la 250 GT Tour de France fu protagonista assoluta nei concorsi più prestigiosi, vincendo la propria categoria a Pebble Beach 1994 e all’International Ferrari Concours di Monterey.
Seguì il Prix Blancpain Award al Concorso Louis Vuitton al Parc de Bagatelle e il Blue Ribbon Award al Meadow Brook Concours del 1997.
Nel 2004 tornò a Pebble Beach, conquistando il terzo posto di categoria, prima di ottenere il Trofeo Platino al Concorso Internazionale FCA.
Dopo la scomparsa di Zambrano nel maggio 2014, la vettura tornò sul mercato nell’agosto 2015, per la prima volta dopo 23 anni.
Un’asta che vale una pagina di storia
Ora, questa Ferrari torna sotto i riflettori internazionali, pronta a scrivere un nuovo capitolo della sua storia.
Non è solo un’auto da oltre 13 milioni di euro: è la Ferrari che ha dato un nome a una leggenda.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.


